
di Luigi Ruggera
Il colosso degli impianti di risalita (che ingloba anche marchi leader nell’innevamento programmato) conta cinquemila collaboratori. In dirittura d’arrivo la funivia urbana di Varanasi (India) e un nuovo collegamento sul Cervino
Il 2025 è stato un anno da record per il Gruppo Hti, che ha fatto registrare un fatturato di 1 miliardo e 622 milioni di euro con un +15,8% rispetto al 2024, quando si era invece verificata una sostanziale tenuta sull’anno precedente.
La crescita è stata trainata dal settore funiviario, che rappresenta il fiore all’occhiello del colosso di Vipiteno, attivo in molti settori: gli impianti a fune (con i marchi Leitner, Poma, Bartholet), i battipista, i veicoli cingolati e la gestione della vegetazione (Prinoth e Jarraff), l’innevamento programmato e i sistemi di abbattimento polveri (Demaclenko, Hkd e Wlp), l’energia eolica (Leitwind), l’idroelettrico (Troyer) e la gestione digitalizzata dei comprensori sciistici (Skadii). Una crescita complessiva che accompagna numeri importanti anche sul fronte degli investimenti in ricerca e sviluppo e sul versante dei collaboratori. Se questi ultimi sono aumentati raggiungendo la soglia dei 5.000, distribuiti in tutto il mondo, sono gli investimenti in ricerca e sviluppo (42,5 milioni) a dare un segnale estremamente positivo. Altro




