
di Aldo Grasso
Nell’edificio del Parco Sempione sono state fatte le prime sperimentazioni
Grazie Rai Cultura – sottolineo Rai Cultura – per aver sfornato un
nuovo programma affidato a Fabio Volo: “Kong – Con la testa tra le nuvole”
(Rai3). Cento metri d’altezza, in cima alla Torre Branca di Milano. Vertigini
assicurate, vista mozzafiato sulla città.Del curioso programma ci sarà modo di discutere, ma colpisce che a Rai Cultura sia sfuggito un dettaglio non proprio marginale: la tv italiana, quella stessa cosa che oggi si produce a colpi di “format e storytelling”, è nata proprio lì sopra. Non metaforicamente. Proprio lì.Certo, oggi la Torre ha un nome “brandizzato” (come si dice in neolingua), ma per i milanesi resta la Torre del Parco Sempione. E prima ancora era la Torre Littoria, quando c’erano meno filtri Instagram e più retorica.
Eppure, basterebbe fare un salto indietro, nemmeno troppo lungo per gli standard della Storia: 1929. Negli studi milanesi dell’Uri di corso Italia 13, due ingegneri – Alessandro Banfi e Sergio Bertolotti – giocano d’anticipo sul futuro e provano a trasmettere immagini a distanza. Funzionano poco, ma abbastanza da capire che qualcosa sta nascendo. Nel 1932 arrivano apparecchiature tedesche più




