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Dall’atletica al tennis, dai motori al rugby: l’Italia vince ed emoziona, aspettando il calcio

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In una sola domenica, Sinner, Antonelli e Bezzecchi hanno dominato tra tornei e GP, confermandosi al vertice dei loro sport. Permettendo a quello italiano, basito dopo il terzo Mondiale di calcio mancato, di godersi i loro trionfi. E quelli di tanti altri splendidi talenti

“ez, Kimi, Italy” e la firma di Jannik Sinner, l’italiano più famoso in circolazione, il nostro navigatore moderno che ci porta alla conquista di terre lontane. Qualsiasi felicità è un capolavoro, Miami, due weekend fa: la telecamera a bordo campo che aspettava dedica e autografo del vincitore offriva in modo speculare la domenica vincente di un Paese che stava per infilarsi nella settimana della Sconfitta, quella maiuscola, quella del calcio ancora fuori dal Mondiale allargato a 48 squadre, cioè circa il 25 per cento degli Stati riconosciuti dall’Onu, per vederla in una prospettiva che non consola ma addolora. Fummo quattro volte campioni, possiamo usare il passato remoto come quando si guarda molto indietro e molto lontano, e si rivolge la nostalgia a qualcosa di perduto, da ricominciare. È in questo “nuovo” racconto italiano che il calcio ha un avversario sconosciuto alla sua forza: il paragone.

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