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di Fabrizio Caccia
La figlia dell’allora premier: la crisi del 1985 non paragonabile a questa
La crisi di Sigonella, Stefania Craxi.
«Sono stata e sono molto orgogliosa di come Bettino Craxi gestì quella crisi, difendendo le ragioni dell’Italia, la sua sovranità e la legge internazionale».
Sono passati più di 40 anni ma è ancora vivo il ricordo. Quei cerchi concentrici, di militari italiani e soldati Usa della Delta Force, attorno all’aereo fermo sulla pista, con a bordo i terroristi palestinesi autori del sequestro della nave Achille Lauro. Craxi alla fine li fece processare in Italia.
«Quel “no” all’America fu un atto patriottico. L’ultimo atto del nostro Risorgimento».
Beh, anche il ministro Crosetto ha avuto un discreto coraggio, venerdì scorso.
«Le due vicende non sono paragonabili, però almeno spero che i giornali ora smettano di scrivere che il governo Meloni è appiattito su Trump».
Tutto accadde tra il 7 e il 12 ottobre del 1985. Lei quei giorni lì visse accanto a suo padre Bettino.
«No, alt, Craxi era tutto politico, non è che rientrava a casa e si metteva a raccontare in famiglia. Solo il giorno dopo, quando tutto finì, era domenica, lui parte da Roma, arriva a Milano e




