
di Alessandro Sala
È la prima regione zootecnica d’Italia, ma proprio per questo è anche quella che soffre di maggiore inquinamento e che più dipende dai mangimi importati. Il report che svela i limiti dell’attuale sistema agricolo
La Lombardia è la regione che in Italia vanta il maggior numero di capi bovini (1.515.679) e suini (3.730.683), che rappresentano rispettivamente il 28,44% e il 47,23% di tutti i capi di queste due specie allevati nel nostro Paese. Un totale di 5.246.362 animali, praticamente uno ogni due abitanti. Le aziende che li allevano sono dislocate soprattutto nelle province di Mantova, Cremona e Brescia. Ma questa concentrazione – che per i bovini corrisponde a quattro volte la media nazionale, mentre lo è sei volte per i suini – portano ad un superamento del carico di azoto nel terreno, che si ritrova saturo e non è più in grado di assorbire i reflui come fertilizzante naturale. Lo spargimento di letame, che un tempo rappresentava una buona pratica di concimazione, nelle attuali quantità rischia di compromettere la salute del suolo e dell’aria, oltre che di esporre l’Italia a sanzioni europee per la violazione della Direttiva Nitrati.
È questo uno degli elementi che




