
In Bosnia il ct conferma la squadra della semifinale: davanti Kean e Retegui. Contro Dzeko gli azzurri devono evitare un’altra Apocalisse, la terza consecutiva
31 marzo – 00:59 – ZENICA (BOSNIA ERZEGOVINA)
La storia siamo noi, con i quattro Mondiali, tutte le partite epiche che si rincorrono in queste ore tra i nostri ricordi e un azzurro che faceva paura. Ma la storia cambia di continuo, anche i grandi imperi sono crollati un giorno. Adesso, ora, subito, dobbiamo invertire la parabola discendente, qui nel freddo neanche impossibile e nel fango di Zenica, contro la Bosnia. Non la Germania o l’Inghilterra. “Siete messi male se avete paura del Galles e preferite noi”, ha detto saggiamente Dzeko, smascherando tutte le ipocrisie. Non c’è una terza via: facciamo l’Italia e andiamo al Mondiale, oppure ci arrendiamo all’imperfezione del numero tre, terza apocalisse di fila, che poi è anche solitudine. Saremmo gli unici a restare a casa tra i campioni e tra quelli nella top 10 del ranking Fifa (non per molto). Tutti con Gattuso e gli azzurri allora. Per prenderci l’America.
Attenzione dietro—
Ritornano i temi della vigilia con l’Irlanda del Nord.




