
di Davide Frattini
Approvata la norma tra le proteste europee. Per il cardinale a Pasqua celebrazione «ristretta»
DAL NOSTRO INVIATO
TELA VIV – Già nella notte di domenica il premier Benjamin Netanyahu aveva chiarito che una soluzione sarebbe stata trovata. Ieri la polizia israeliana e il Patriarcato hanno definito i dettagli: il cardinale Pierbattista Pizzaballa potrà celebrare le funzioni per la Pasqua nel Santo Sepolcro in un formato però «simbolico e limitato».
È un passo avanti, che permette a Pizzaballa di entrare nella basilica, rispetto al blocco che gli era stato imposto da un gruppo di agenti, che lo avevano fermato in una delle vie di accesso laterali assieme a padre Francesco Ielpo, il custode di Terra Santa.
Lo stesso Netanyahu e le forze di sicurezza ricordano che le restrizioni sono state imposte perché i Pasdaran iraniani indirizzano i lanci dei missili anche contro Gerusalemme, un frammento di grandi dimensioni è caduto nei giorni scorsi vicino al Santo Sepolcro.
Antonio Tajani, il ministro degli esteri italiano, ha convocato alla Farnesina l’ambasciatore israeliano Jonathan Peled: «La libertà religiosa non può mai essere messa in gioco. Abbiamo condannato in maniera molto ferma quello che è accaduto al Cardinale




