Contro l’Irlanda del Nord per conquistare un posto nella finale contro Galles o Bosnia. Siamo più forti ma non bisogna avere fretta e lasciarsi prendere dall’ansia se non arriva subito il gol
Giornalista
26 marzo – 00:43 – MILANO
Un po’ d’invidia è inevitabile verso Francia e Brasile che si sfidano stasera in una delle vecchie, care e ormai rarissime amichevoli di lusso con la testa oltreoceano. Noi no. Noi ancora dobbiamo conquistare un Mondiale che ci ha regalato notti meravigliose e ricordi indelebili, ma da un po’ ci respinge con sdegno. In altri tempi quella con l’Irlanda del Nord sarebbe stata una partita “per prepararsi al Mondiale”. Tutto è cambiato: contro i nordirlandesi, assenti dal 1986, e non certo una potenza soprattutto lontani da Belfast, ci giochiamo mezza America perché poi, superando questa prima finale, ce ne sarebbe un’altra. A questo punto alibi (la Norvegia), colpe, ct e predestinazione non hanno più importanza. Conta solo prendersi il Mondiale. Inutile fare gli snob, da oggi sono tutte finali (qui il nostro focus sull’Irlanda del Nord).
passato lontano—
Ha ragione Gattuso: parliamo di Bergamo, non




