
di Marco Cremonesi e Paola Di Caro
Il presidente del Senato va in pressing («Non impuntarti») e trova la mediazione decisiva: nella nota sul passo indietro potrai distinguere tra il tuo caso e quello del sottosegretario
Le dimissioni di Daniela Santanchè arrivano 22 ore dopo la richiesta della premier Meloni. Nessuno, in realtà, aveva capito fino in fondo perché mai la presidente del Consiglio avesse espresso il suo «auspicio» martedì sera alla ministra del Turismo. Il fatto è che si trattava di una precisa richiesta — una condizione quasi — posta dal sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, che sempre martedì aveva rassegnato le proprie dimissioni.
«Danielina» era andata su tutte le furie. Con Ignazio La Russa, il presidente del Senato e antico amico che le prospettava la situazione, lei aveva definito «indecente» anche il semplice parallelo tra le due vicende. «Le inchieste che mi riguardano — ha sbottato — sono tutte precedenti alla mia attività di governo. Una cosa assolutamente diversa da quella di Delmastro, che in primo grado è stato condannato proprio per fatti connessi alla sua attività mentre era al governo». Dalle parti di Delmastro, l’obiezione è simmetrica: «Lui non è mai stato accusato di




