
di Giorgio Bernardini e Mario Lancisi
Il magistrato radiato venerdì in città per il Sì al referendum, l’aspirante sindaco declina l’invito del confronto. La storia dello scontro con Renzi e il nuovo caso delle alleanze nelle comunali di maggio
Figline (Arezzo), piazza San Francesco. Qui, venerdì 20 marzo, il discusso ex magistrato Luca Palamara concluderà la campagna referendaria a sostegno del Si, mentre il suo avversario David Ermini, ex vice presidente del Csm, è schierato per il No.
A due passi da lì, in piazza Marsilio Ficino, 31 anni fa, il ventenne Matteo Renzi esordì in politica in un dibattito con il giurista Valerio Onida, organizzato dai comitati per Romano Prodi.
Palamara, Ermini e Renzi non si vedranno, a Figline, ma le loro storie di amicizia e controversia qui si intrecciano, in questi giorni di campagna elettorale per il referendum e per le elezioni comunali di maggio, in una sorta di corto circuito.
Palamara è infatti il protagonista delle vicende che hanno generato lo strappo tra Renzi e Ermini. Il primo, nelle scorse ore, ha negato l’appoggio di Iv alla candidatura del secondo, sostenuto dal Pd, nella corsa a sindaco di Figline Incisa.
Palamara sarà




