
di Francesca Basso
Budapest schiera i soldati: «Kiev mina la sicurezza energetica». Ma Bruxelles: «Nessun rischio per gli approvvigionamenti di petrolio»
DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE
BRUXELLES – La tattica non è nuova — opporsi a ogni decisione Ue sull’Ucraina — ma ora il premier ungherese Viktor Orbán sta portando all’estremo la sua strategia anti-Kiev nel tentativo di rimontare nei sondaggi in vista delle elezioni del 12 aprile. Per la prima volta in sedici anni il leader magiaro rischia di perdere alle urne.
«Nessun rischio»
Poco importa, quindi, che ancora ieri la Commissione europea abbia ribadito che «in questa fase, non vi è alcun rischio immediato per la sicurezza dell’approvvigionamento» di petrolio da parte di Budapest e Bratislava, nonostante il non funzionamento dell’oleodotto Druzhba messo fuori uso dai droni russi il 27 gennaio, perché «la Croazia ha confermato che greggio non russo viene trasportato attraverso l’oleodotto Adria verso Ungheria e Slovacchia» ed entrambe «dispongono di riserve di petrolio». Orbán ha deciso di alzare la tensione: in un video pubblicato sulla sua pagina Facebook, ha accusato l’Ucraina di voler destabilizzare il sistema energetico ungherese e ha annunciato di avere ordinato il dispiegamento di soldati e attrezzature per salvaguardare le infrastrutture critiche. Per il




