
Il vicepresidente Inter sull’addio di Leo alla nazionale: “Me lo ricordo timido e fenomenale: riceverà l’amore di tutti”
Sono giorni di emozioni e cuore in subbuglio per ogni argentino, figurarsi per chi assieme a Leo Messi ha condiviso 37 volte la maglia della Selección, con dentro pure un paio di Coppe America sfortunate nel 2007 e 2011. La gloria per Leo in patria sarebbe arrivata dopo, ma Javier Zanetti ha accompagnato il fratello minore, anche a distanza, per tutto questo viaggio senza tempo. Termina stanotte, Argentina-Benin al Monumental è l’ultima di Messi, e anche al vicepresidente dell’Inter scenderà una lacrimuccia.
Zanetti, che cosa ricorda del primo incontro con Messi e del periodo trascorso insieme?
“Mi ricordo che parlava poco, era ancora giovanissimo, però è sempre stato fenomenale. Proprio adesso che festeggiamo i 25 anni della mia fondazione “Pupi”, mi torna in mente un episodio nella sua Rosario. Abbiamo organizzato con Maxi Rodriguez un match di solidarietà nello stadio del Newell’s Old Boys: c’erano 40.000 persone tutte per Leo. È sempre stato disponibile e sensibile a eventi di questo tipo, anche questo dice molto di lui”.
Quando ha capito che sarebbe diventato il punto di riferimento generazionale della sua Argentina?
“Non ci voleva molto




