
Il vicepresidente dell’Inter ha parlato dei suoi ricordi nerazzurri: “Quando arrivai non mi sarei mai immaginato che sarei rimasto qui a vita”
Non fosse per qualche filo d’argento tra i capelli e la maglia arancione anziché nerazzurra, Javier Zanetti sembrerebbe pronto per una delle sue 858 partite con l’Inter. Invece è a Budapest, la mattina della finale di Champions League tra Psg e Arsenal, pronto per parlare ai ragazzi di un torneo organizzato da Gatorade, lo sponsor che l’ha portato in Ungheria come ambassador per la competizione dedicata ai ragazzi tra i 14 e i 16 anni. E poi per giocare con qualche altra leggenda. “È sempre una grande emozione partecipare a eventi come questo”, racconta. Il trofeo più ambito del vecchio continente è poco lontano: l’argentino che è diventato un simbolo dell’Inter lo ha sollevato nel 2010, in quella che resta l’ultima volta di una squadra italiana sul tetto d’Europa. Il suo album dei ricordi si apre proprio da lì.
Zanetti, cosa ricorda di quella finale nel 2010?
“È stata una notte magica, indimenticabile per me, per quella squadra e per i nostri tifosi. Abbiamo fatto la storia vincendo il Triplete: rimarrà per tutti noi una delle



