
di Gordon Repinski, da Monaco
La vedova del dissidente avvelenato: «L’Occidente sopravvaluta il Cremlino»
Questa è l’intervista che Yulia Navalnaya ha dato a Politico, dopo che i governi di cinque Paesi hanno confermato che suo marito Aleksej è stato avvelenato nella colonia penale n. 3 di Yamalo-Nenec con l’epibatidina, rarissimo veleno presente nella rana freccia dell’Ecuador (specie che non vive in Russia). È stata leggermente tagliata ed editata per chiarezza.
Yulia Navalnaya, poco fa abbiamo ricevuto informazioni di intelligence da cinque Paesi europei: confermano che Aleksej è stato avvelenato con la tossina della rana freccia. Lei ne è sempre stata convinta.
«Sono soddisfatta. È difficile per me dire che sia una buona notizia, perché, sapete, mio marito è stato ucciso. Naturalmente io lo sapevo già: era un uomo giovane, aveva meno di 50 anni. E sebbene avesse vissuto in condizioni dure, fosse stato torturato, io ero sicura che lui si prendesse cura di sé, che pensasse alla sua salute. E per me era evidente: lo avevamo visto solo un giorno prima in video collegamento, sembrava stare assolutamente bene. Quindi era chiaro che gli fosse successo qualcosa di orribile ed ero sicura che fosse stato Vladimir Putin. Tutti sanno



