
di Riccardo Luna
Le parole di uno dei padri dell’AI all’indomani dell’enciclica di Papa Leone XIV, Magnifica Humanitas
«Per garantire l’accesso ai modelli all’avanguardia di intelligenza artificiale e mitigare i rischi derivanti da grandi concentrazioni di potere, le potenze medie devono collaborare per formare un’ampia coalizione con valori condivisi e risorse complementari. Penso proprio a paesi come l’Italia e il Canada (dove vive, ndr).. Per rendere possibile tutto ciò, l’opinione pubblica sarà fondamentale e le principali istituzioni, compresa la Chiesa, avranno un ruolo significativo da svolgere. Ritengo che l’unico modo per evitare conseguenze terribili, comprese gravi minacce alla democrazia e incidenti catastrofici, sia gestire le IA più potenti come un bene pubblico globale. La mia impressione è che questa visione sia molto in linea con il messaggio del Papa».
Insomma: serve una grande alleanza delle cosiddette «potenze medie» per controbilanciare lo strapotere tecnologico di Usa e Cina. A parlare così, all’indomani dell’enciclica di Papa Leone XIV, Magnifica Humanitas, è Yoshua Bengio, 62 anni, lo scienziato con più citazioni al mondo e uno del «padri» dell’intelligenza artificiale, l’unico ad aver sempre guardato con diffidenza alla crescita senza regole di Big Tech.
Professore Bengio, lo scorso settembre




