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Yemen, raid sauditi: cresce lo scontro tra alleati del Golfo

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L’ultimo raid dell’aviazione di Arabia Saudita contro convogli di armamenti nello Yemen segna un nuovo punto di rottura nei rapporti con gli Emirati Arabi Uniti, alleati storici del Golfo sempre più divisi da interessi divergenti sul terreno. Secondo Riyadh, le operazioni aeree avrebbero distrutto carichi militari destinati al Consiglio di Transizione Meridionale, una milizia yemenita sostenuta da Abu Dhabi e impegnata in una progressiva espansione nel sud del Paese.

I bombardamenti, condotti nelle prime ore di martedì, rappresentano il secondo intervento saudita nel giro di una settimana contro obiettivi riconducibili al Consiglio. Un’escalation che riflette l’acuirsi della competizione tra due potenze regionali che, pur condividendo un’alleanza strategica con Washington e una posizione centrale nei mercati energetici, si trovano ormai su fronti opposti nella guerra yemenita. A fornire i dettagli dell’operazione è stato il portavoce militare saudita, il generale Turki al-Maliki, che ha dichiarato come armi e veicoli da combattimento siano stati individuati e colpiti nella città di Mukalla, il principale porto yemenita sul Mar Arabico e snodo cruciale per le esportazioni di idrocarburi del Paese. Secondo fonti saudite, i materiali militari sarebbero stati scaricati da due navi partite dal porto emiratino di Fujairah, che avrebbero deliberatamente disattivato i sistemi di

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