di Leonard Berberi
Con il jet fuel più che raddoppiato rispetto a un anno fa l’ultra low cost ungherese lavora al contenimento dei costi. Da Roma Fiumicino a Venezia ecco le perdite
L’invito dal management di Wizz Air, mercoledì 21 ottobre durante un «road show» online tramite Teams, è stato abbastanza esplicito: «Fate domanda per andare a lavorare come piloti di Wizz Air UK», la divisione inglese dell’ultra low cost ungherese, raccontano al Corriere due fonti interne. Quarantotto ore dopo ai piloti già impiegati nella base di Londra Luton è stato comunicato il piano di uscite volontarie per ridurre i costi.
Una contraddizione che non è stata bene accolta da diversi piloti coi quali il Corriere ha parlato nelle ultime ore. «Hanno dato l’idea di non sapere quello che succede dentro l’azienda», si sfogano in diversi. Che si stanno chiedendo, in particolare nelle chat interne, a quale altra base toccherà la sforbiciata che si annuncia inevitabile nel settore.
Sono settimane complicate per le compagnie aeree europee. Il jet fuel, che di solito rappresenta il 25-30% dei costi operativi, pesa ormai per il 50%. Con il conflitto nel Golfo Persico in Europa la tonnellata di



