di Silvia Morosi
Lo scatto «The Aftermath», realizzato in Namibia, racconta uno dei momenti più intensi e misteriosi del mondo animale: il rapporto con il lutto
Un’elefantessa cammina lentamente, trasportando il corpo del suo piccolo ormai senza vita. Rifiutando di lasciarlo andare. Un’immagine dolorosa, che suscita emozioni profonde e interroga sul comportamento degli animali, sul lutto e la consapevolezza della perdita, e sul legame tra una madre e la prole. È questa la fotografia che ha conquistato il titolo di Wildlife Photographer of the Year 2026, il prestigioso concorso internazionale organizzato dal Natural History Museum di Londra. L’autore di «The Aftermath» è il naturalista Federico Veronesi, milanese classe 1975, che ha sviluppato la sua passione per la fauna selvatica africana e la fotografia fin dalla prima infanzia.
La drammaticità del bianco e nero
Realizzata nella valle del fiume Huab, in Namibia, la fotografia (prima nella categoria Behaviour: Mammals, ndr) è stata selezionata tra un numero record di 65.403 candidature provenienti da 121 Paesi e territori. Un racconto visivo potente, che mette in discussione l’idea che le emozioni e i legami profondi siano una prerogativa esclusivamente umana. Veronesi stava seguendo un gruppo di elefanti quando ha notato alcune insolite tracce sulla




