
di Silvia Madiotto
Riforma a forte rischio: se si andrà alle urne per le Politiche in primavera il tempo per chiudere l’iter a Roma diventa strettissimo
Il Veneto ci era voluto arrivare per primo, all’approvazione in Consiglio regionale degli schemi d’intesa sull’Autonomia differenziata, bisognava dare un segnale. Un’accelerata estiva che aveva costretto gran parte dei consiglieri a rinunciare alle vacanze dall’incarico istituzionale per essere presenti nelle commissioni (alcuni) e al voto (tutti). Ma c’era un motivo per quella fretta: se si voterà per le Politiche in primavera, quindi con elezioni anticipate, il tempo per chiudere l’iter della riforma a Roma diventa strettissimo perché le Camere, che hanno la parola finale sull’Autonomia, non hanno un calendario dettato dalla legge. Liberi tutti. E se si sfora c’è il rischio di buttare via un’altra legislatura, proprio come accadde negli anni passati fra governo gialloverde (2018), governo giallorosso e grande coalizione di Mario Draghi (2022). Allora, nel dubbio, avanti a passo lesto, intese spedite dal Veneto al governo a metà settembre proprio per spingere l’iter, affinché non si incagli di nuovo.
I dubbi di Salvini
La Lega, stavolta, rischia grosso. Per il segretario federale Matteo Salvini le elezioni devono essere convocate a




