Per un attimo smetto di occuparmi della guerra in Iran per spostare l’attenzione su un altro Paese e su un altro scenario. È la notizia che la Volkswagen, in Germania sta negoziando un accordo con un’azienda della difesa israeliana, la Rafael, per convertire una fabbrica dalla produzione di automobili alla produzione di componenti per il sistema di difesa antimissile chiamato Iron Dome, cioè cupola d’acciaio.
La Volkswagen non è nuova a questo genere di riconversioni dall’automobile verso produzioni per la difesa. Aveva già un accordo ormai in vigore con un’azienda tedesca della difesa, la Rheinmetall, che peraltro è alleata con la Leonardo italiana, per produrre camion per l’esercito. Questo altro accordo in gestazione con la Rafael israeliana potrebbe salvare 2400 posti di lavoro nella fabbrica di Osnabrück, in Bassa Sassonia, che altrimenti è minacciata dalla chiusura.
Qui la guerra con l’Iran c’entra solo marginalmente. Queste sono operazioni di riconversione dell’industria tedesca di cui si parla da molto tempo. Sullo sfondo ci sono altri problemi che spingono in questa direzione. Cioè prima di tutto c’è la grave crisi di questa grande azienda automobilistica che ha due cause: la concorrenza cinese, che sta mettendo in difficoltà gravissime esistenziali tutta l’industria




