di Leonard Berberi
Le autorità nazionali studiano gli scenari più estremi, a partire dallo stop prolungato all’importazione di jet fuel dal Golfo Persico. Ecco la situazione
I Paesi europei hanno tra tre e otto mesi di riserve di cherosene per gli aerei. Ma qualche governo non esclude di introdurre misure di razionamento, nello scenario estremo (definito «remoto»), con un taglio dei collegamenti già tra maggio e giugno, magari iniziando con i voli dei jet privati prima di toccare i collegamenti di linea. È quanto emerge dalle preliminari valutazioni interne che circolano tra alcune autorità dell’aviazione civile del Vecchio Continente, stando a quanto apprende il Corriere da fonti comunitarie.
Un mese di crisi
La chiusura di Hormuz, in seguito allo scoppio della guerra tra Stati Uniti e Israele da un lato e l’Iran dall’altro, ha quasi azzerato il numero delle navi cisterna che hanno attraversato lo stretto: da una media di 60 al giorno (fino al 28 febbraio) a massimo un paio in seguito, secondo i dati forniti dal monitoraggio del Fondo monetario internazionale. Tra queste figurano anche decine di navi che, oltre al greggio, trasportano migliaia di barili di cherosene nel Vecchio Continente.
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