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Voli, carburanti, inflazione e mercati: cosa cambia adesso con la tregua Usa-Iran?

di Leonard Berberi e Massimiliano Jattoni Dall’Asén

La tregua in Iran raffredda petrolio e gas, con effetti graduali su benzina, inflazione e bollette. Mentre i mercati restano legati all’incertezza geopolitica, quali sono gli effetti sulle famiglie? E quelli su imprese e trasporti?

La tregua di due settimane annunciata dagli Stati Uniti nel confronto con l’Iran ha avuto un effetto immediato sui mercati: il prezzo del petrolio è sceso con decisione e le Borse europee hanno registrato un rimbalzo significativo. È il primo segnale concreto di allentamento dopo giorni in cui gli operatori avevano iniziato a prezzare uno scenario ben più critico per l’economia globale.

Il calo delle quotazioni del greggio — dopo i picchi toccati nei giorni precedenti — riflette soprattutto una riduzione, almeno temporanea, del rischio geopolitico legato al Golfo Persico e allo Stretto di Hormuz, snodo cruciale per i flussi energetici mondiali. Proprio il timore di un’interruzione delle forniture aveva alimentato l’impennata dei prezzi e riacceso le preoccupazioni su una nuova ondata inflazionistica.

Ma cosa cambia per l’inflazione in Europa dopo la tregua?
Nel breve periodo, la discesa del prezzo del petrolio riduce una delle principali fonti di pressione sui prezzi nell’area

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