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Visti falsi, 88 casi accertati: indagine nata dall’esposto di Andrea Di Giuseppe (FdI)

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Visti ceduti fino a 15 mila euro, 88 episodi di ingressi irregolari accertati, nulla osta al lavoro ritenuti artefatti e un sistema definito nelle carte giudiziarie “transnazionale”. È il quadro emerso nel corso della trasmissione “Appuntamento in Piazza” in onda giovedi 26 febbraio alle ore 10.00 su Panorama.it, dedicata al caso sollevato dall’esposto dell’onorevole Andrea Di Giuseppe, parlamentare di Fratelli d’Italia, che ha acceso i riflettori su un circuito multimilionario legato al rilascio e alla cessione di pratiche per l’ingresso in Italia. Il primo segmento dell’indagine si è chiuso davanti al Tribunale di Roma con il rito del patteggiamento per due imputati. Una definizione processuale che ha consentito di cristallizzare alcuni punti: decine di ingressi irregolari, pratiche di visto “girate” a pagamento e un meccanismo fondato su documentazione ritenuta irregolare o costruita ad arte per ottenere il nulla osta al lavoro.

Il sistema: nulla osta, intermediazioni e cifre a cinque zeri

Secondo quanto ricostruito dall’inchiesta, il cuore del presunto meccanismo sarebbe stato l’utilizzo di nulla osta al lavoro giudicati non genuini, funzionali a sostenere richieste di visto poi cedute fino a 15 mila euro. Un valore che, moltiplicato per le pratiche contestate, delinea un giro d’affari significativo, descritto dagli inquirenti

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