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«Vinitaly vetrina dell’export del vino italiano». Al via il Salone a Verona con cinque ministri: martedì arriva Giorgia Meloni

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di Antonino Padovese

L”inaugurazione a Veronafiere della manifestazione con 4.000 cantine e mille buyer da 130 Paesi di tutto il mondo. Al centro dell’attenzione lo scenario geopolitico internazionale. «Non lasciamo da solo il mondo del vino»

Voli cancellati da riprogrammare, un lavoro immane per assicurare l’arrivo di mille buyer provenienti da 130 Paesi. A Verona si apre la 58esima edizione del Vinitaly, il più grande Salone dedicato al vino in Italia. Lo scorso anno erano i dazi annunciati da Trump a spaventare i produttori, quest’anno la preoccupazione anche istituzionale è legata al clima geopolitico segnato dalle guerre che stanno avendo ripercussioni economiche importanti. «Dove non passano le merci passano gli eserciti», ricordava il filosofo ed economista francese Frédéric Bastiat. A citarlo è stato Antonio Tajani, titolare della Farnesina e uno dei cinque ministri (Giuli, Lollobrigida, Mazzi, Urso) presenti all’inaugurazione e che lunedì sarà a Beirut. «L’Italia – ha ricordato Tajani – esporta per 7,8 miliardi, l’export del vino pesa per il 47 per cento sulla nostra economia». 

L’Europa e Meloni

Per Federico Bricolo, presidente di Veronafiere, la presenza di così tanti esponenti del governo è un segnale di grandissima attenzione. Non succede in altre manifestazioni del settore, aggiunge

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