l sistema vitivinicolo lombardo prende posizione sul piano europeo. Ascovilo, l’Associazione Consorzi Tutela Vini Lombardi docg, doc e igt, ha infatti attivato le procedure formali di opposizione alla richiesta avanzata dalla Croazia per il riconoscimento della denominazione “Lumbarda Dop” presso l’Unione europea.

Il Franciacorta, eccellenza vinicola lombarda, sempre a rischio imitazioni
L’iniziativa nasce dall’esigenza di proteggere le denominazioni lombarde, espressione di un patrimonio produttivo consolidato e riconosciuto sui mercati internazionali.
Riconoscibilità territoriale e mercati esteri
«Non è una questione contro un altro Paese o contro i suoi produttori – dichiara Giovanna Prandini, presidente di Ascovilo – ma una scelta di responsabilità verso il nostro territorio e le nostre imprese. Il termine “Lumbarda” presenta un’evidente assonanza con “Lombarda” e con “Lombardia”, con il rischio concreto di generare confusione nei consumatori e di indebolire l’identità delle nostre denominazioni di origine».
Per Ascovilo, la riconoscibilità del territorio rappresenta un elemento strategico, soprattutto nei mercati esteri dove il valore delle indicazioni geografiche è determinante per la competitività del vino lombardo.
Indicazioni geografiche: valore economico e culturale
«La tutela delle denominazioni – prosegue Prandini




