
Il decreto Mef-Masaf sblocca la produzione di vini dealcolati in Italia. Regole fiscali chiare e nuove opportunità per le imprese
Con la firma del decreto interministeriale Mef-Masaf, l’Italia compie un passo decisivo verso il futuro del vino. Per la prima volta viene definito un quadro normativo chiaro per la produzione di vini dealcolati sul territorio nazionale, disciplinando in particolare il regime fiscale e le accise sull’alcol ottenuto nei processi di dealcolazione. Un passaggio atteso da tempo dal settore, che finora ha dovuto fare i conti con un vuoto normativo capace di rallentare investimenti e innovazione.
Una svolta per i produttori italiani
Fino a oggi molte aziende vitivinicole italiane, pur avendo già sviluppato vini a bassa o nulla gradazione alcolica, erano costrette a far effettuare la dealcolazione all’estero, soprattutto in Germania e in Spagna, per poi reimportare il prodotto finito. Una pratica onerosa e poco competitiva, dovuta esclusivamente all’assenza di regole chiare in Italia. Il nuovo decreto consente finalmente di riportare queste lavorazioni in casa, riducendo costi, tempi e dipendenza da operatori stranieri.
Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha sottolineato come il provvedimento offra «un quadro normativo chiaro per poter produrre vini dealcolati e creare nuove opportunità per le imprese».




