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Vini alchemici sull’Etna: il viaggio sensoriale di Stanza Terrena

L’alchimia è un sapere teorico-pratico documentato da testi greci, a partire dall’età ellenistica, di cui la latinità classica non ebbe conoscenza e che rimase ignoto in occidente nell’Alto Medioevo, ma fu invece noto a Bisanzio. I contenuti dottrinali dell’alchimia erano nati nel contesto di pratiche di trasformazione dei metalli, miranti ad ottenere un agente capace di perfezionare i metalli imperfetti, con cui veniva messo a contatto: questa finalità richiedeva, sul piano filosofico, di sviluppare una nozione problematica nella filosofia antica, quella della materia corporea e delle sue dinamiche; e inoltre chiamava in causa l’idea di salvezza, elaborata nelle religioni dell’epoca ellenistica (cristianesimo, mitraismo ecc.) così come nella gnosi e soprattutto nell’ermetismo, cui in effetti la ricerca alchemica si collegò fin dall’inizio. L’alchimia di lingua araba allargò la ricerca alchemica alla struttura e alle trasformazioni di tutti i materiali, fino a prendere in considerazione l’origine stessa della vita. Dalla successiva speculazione sull’argomento, l’alchimia subì una delegittimazione epistemologica, con utilizzo di un linguaggio sempre più metaforico e immagini a forte valenza simbolica.

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