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Vincitori e vinti nella disfida dei dazi Usa: la situazione Paese per Paese

di Valentina Iorio e Massimiliano Jattoni Dall’Asén

La mappa diseguale di vincitori e penalizzati, in cui il vero cambiamento riguarda soprattutto la stabilità delle regole: dalla Cina, all’Ue al Giappone, fino agli emergenti Messico e Brasile: ecco le conseguenze sui singoli Paesi

L’introduzione del nuovo dazio globale al 15 per cento deciso da Donald Trump, dopo lo stop della Corte Suprema degli Stati Uniti alla sua politica dei dazi, non produce effetti uniformi su tutte le economie coinvolte. Per alcuni Paesi, infatti, la nuova aliquota valida per i prossimi 150 giorni risulta inferiore rispetto ai precedenti regimi punitivi, per altri comporta un aumento dei costi, mentre per molti partner commerciali conferma livelli già negoziati nei mesi scorsi.
Il risultato è una mappa diseguale di vincitori e penalizzati, in cui il vero cambiamento riguarda soprattutto la stabilità delle regole: meno escalation immediate, ma più incertezza sugli accordi e sul futuro della politica commerciale americana.

Giappone: Costi stabili, ma più incertezza
Per il Giappone il nuovo dazio globale al 15 per cento deciso da Trump non rappresenta un vero cambio di aliquota: per molte esportazioni verso gli Stati Uniti quel livello tariffario era già stato fissato negli accordi negoziati nei mesi

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