di Beba Marsano
Acronimo del tedesco «kaiserlich und königlich», è la categoria tutta asburgica dei fornitori regio-imperiali: dalla Sacher ai gioielli, cosa provare
Si fregiano ancora con orgoglio del titolo di K.u.k., acronimo del tedesco kaiserlich und königlich per una categoria d’eccellenza tutta asburgica: quella dei fornitori regio-imperiali. Pasticcerie, gioiellerie, cristallerie, calzolerie, sartorie e chi più ne ha più ne metta, tuttora riconoscibili, nel cuore di Vienna, dall’aquila bicipite nell’insegna.
La loro storia si intreccia a più riprese a quella della monarchia danubiana. Ma, a dispetto delle sedi d’antan, non sono musei di se stessi, bensì custodi attivi di uno straordinario patrimonio di tradizione e conoscenza, che fa dei K.u.k. un ineludibile punto di riferimento per la cosmopolita aristocrazia dello stile. Ecco, tra saloni felpati di caffè e botteghe di artisti-artigiani, 10 indirizzi da non perdere.
Sacher
Il classico dei classici, praticamente una leggenda, fondato nel 1876 di fronte al Teatro dell’Opera dal figlio dell’inventore della torta più famosa al mondo. Velluti in tonalità gioiello, cristalli, tele d’autore e arredi d’epoca costellano l’hotel, il caffè e i due celebri ristoranti – l’Anna Sacher e il Rote Bar – da sempre privilegiato punto d’incontro per volti noti




