Il rallentamento dei flussi turistici verso l’Italia, dovuto alla crisi internazionale che attanaglia il Medio Oriente, inizia a prendere forma nei dati. Le prime evidenze raccolte da Confindustria Alberghi indicano un progressivo irrigidimento della domanda internazionale, con un effetto immediato sulle prenotazioni per la primavera e l’estate. A emergere è un quadro disomogeneo, che colpisce soprattutto le destinazioni più esposte ai mercati esteri e il segmento alto di gamma. Un pericolo già segnalato da Italia a Tavola e che ora sta prendendo sempre più forma e consistenza.
Prenotazioni congelate e domanda prudente: città d’arte e lusso più esposti
Le Città d’arte risultano tra le più vulnerabili. Venezia, Roma e Firenze registrano i primi segnali di difficoltà, legati alla contrazione dei mercati extra-UE, in particolare Medio Oriente e Asia. Qui il peso della clientela internazionale resta determinante e amplifica ogni oscillazione della domanda. Nel comparto alberghiero, la pressione si concentra sulle strutture di fascia alta: hotel 5 stelle e 4 stelle segnalano un aumento delle cancellazioni e una minore propensione alla prenotazione anticipata. Si tratta di un segmento più esposto ai viaggi a lungo raggio, oggi frenati da incertezza e




