Viaggiano più spesso, scelgono mete meno affollate e costruiscono itinerari su misura con l’aiuto del digitale. La Generazione Z sta cambiando il turismo attraverso scelte concrete: dal ritorno ai viaggi di gruppo al set-jetting, fino a un’attenzione crescente per benessere, cibo locale e sostenibilità. Non cercano solo destinazioni, ma esperienze da vivere e raccontare. I viaggiatori della Generazione Z utilizzano social, intelligenza artificiale e community per progettare viaggi personalizzati, evitando il turismo di massa e privilegiando mete alternative, ritmi lenti e relazioni autentiche con i territori.

Tornano alla ribalta i viaggi di gruppo per i giovani
Il viaggio come esperienza identitaria
Osservare come viaggia oggi la Generazione Z significa intercettare in anticipo le trasformazioni che stanno attraversando il turismo. Non è solo una questione anagrafica, ma di approccio culturale. Per questi viaggiatori il viaggio non rappresenta una parentesi, bensì una continuità con il proprio stile di vita: digitale, personalizzato, fluido. Cambiano le aspettative e, di conseguenza, cambiano le regole con cui si progettano esperienze, servizi e destinazioni.

Il viaggio deve essere digitale, personalizzato, fluido
Per la Gen Z la meta non è un prodotto da scegliere, ma un’esperienza da



