
di Gloria Bertasi
In consiglio la maggioranza a favore, la minoranza si astiene. Ecco per cosa verranno usati i soldi. La variazione «congela» gli stanziamenti per le città. Il presidente della Regione rassicura i sindaci: «Troveremo nuovi fondi»
Nuove piste ciclabili, riqualificazioni di parchi, argini e aree boschive e altri interventi di risanamento ambientale e monumentale magari di modeste dimensioni se guardati da una prospettiva regionale ma importanti per i Comuni, specie quelli delle aree meno popolate di montagna o delta del Po. Fondi che, garantisce il presidente del Veneto Alberto Stefani, saranno quanto prima ripristinati. Al momento, però, saltano. Sono appunto i finanziamenti europei destinati a investimenti locali — a Treviso i 2,4 milioni per la città universitaria, nel Vicentino un milione per le aree verdi, nel Padovano 1,5 milioni di manutenzioni varie — e per cui i soldi non erano ancora stati impegnati in Regione. For the greater good, direbbero gli inglesi, per azioni cioè ritenute strategiche per Palazzo Balbi.
Dove andranno i fondi
«Questo è il primo vero provvedimento politico della giunta», sottolinea Andrea Tomaello (lista Stefani), presidente della commissione Bilancio, in apertura del consiglio regionale con all’ordine del giorno la delibera che reindirizza i




