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Vance contro Rubio: la guerra in Medio Oriente può decidere chi guiderà gli Usa (tra i repubblicani)

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La guerra e i negoziati con l’Iran diventano il terreno di gioco decisivo per la successione a Donald Trump

È un impatto rilevante quello che il dossier iraniano potrebbe avere sulle prossime primarie presidenziali del Partito repubblicano. Non è un mistero che, con ogni probabilità, i principali contendenti per la nomination saranno JD Vance e Marco Rubio. Ebbene, il loro futuro politico potrebbe in gran parte dipendere proprio dall’eventuale risoluzione della crisi iraniana. A livello generale, i due rappresentano sensibilità differenti in seno al complicato universo Maga. Pur non essendo un isolazionista puro, Vance è maggiormente vicino ai colletti blu della Rust Belt e si fa spesso interprete del loro scetticismo verso i processi di nation building all’estero. Rubio, dal canto suo, vanta maggiori legami dal punto di vista internazionale ed è vicino all’ala repubblicana più attenta alle questioni di sicurezza nazionale. Questo ne fa una figura generalmente favorevole a una politica estera più proattiva, per quanto non possa minimamente essere definito un neocon esaltato.

Ora, venendo alla guerra contro l’Iran, è noto che Vance fosse scettico verso un’operazione bellica di vasta portata. Non è un caso che, durante le prime settimane del conflitto, il vicepresidente si fosse eclissato, sparendo quasi totalmente dai radar. Maggiore

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