di Luca Angelini
L’analisi dendrocronologica sulle linee di accrescimento dei fusti delle piante ci dicono molto anche sugli effetti del cambiamento climatico. E da ben prima dell’inizio delle registrazioni ufficiali di dati. Ecco come
Questo articolo è stato inizialmente pubblicato nella newsletter «Il punto – La rassegna» del Corriere della Sera. Per iscriversi alle nostre newsletter vi invitiamo a consultare questa pagina.
Ammetto che, fino a qualche ora fa, ignoravo la parola «dendrocronologia». Quando ho scoperto che è la scienza che data e analizza gli anelli di accrescimento annuale degli alberi, mi sono illuso di aver saputo da sempre cosa fosse, visto che quella cosa degli anelli per datare gli alberi te la insegnano fin dalla scuola dell’obbligo. Leggendo, su Aeon, l’articolo di Valerie Trouet, dendrocronologa all’Università dell’Arizona, mi sono però reso conto di sapere in verità pochissimo di tutto quel che gli anelli degli alberi possono dirci.
Galeotta fu la foto in apertura dell’articolo: un maestoso pino loricato (Pinus heldreichii o pino bosniaco). Mi ha incuriosito perché credevo l’avessero scattata nel Parco del Pollino, tra Basilicata e Calabria, dove anni fa ero rimasto incantato da quei mastodonti vegetali. Invece era del monte Smólikas, in Grecia, non




