
di Rosanna Scardi
L’artista milanese in scena con «Volevo essere io» al Teatro di Colognola
«Volevo essere io» non è solo il titolo di uno spettacolo: è una confessione, un desiderio, un atto di resistenza quotidiana contro il dover essere giuste, brave, adatte a tutti i costi. A portarlo in scena, domani sera, al Teatro di Colognola, sarà Valeria Graci, diventata popolare al grande pubblico per essere l’altra metà del duo comico formato con Katia Follesa.
«Il titolo — spiega Valeria — è nato ancora prima dello show. Avevo voglia di portare me stessa sul palco e non i miei soliti personaggi, con gioie e dolori che così ho cercato di esorcizzare. Infatti, il sottotitolo è “Tratto da una storia vera… la mia!”». Il racconto comincia con la protagonista da bambina e il suo sogno: diventare attrice. «Guardavo la tv negli anni 80 — dice — che era completamente diversa da quella di oggi, quando tutto si è evoluto e involuto. Affascinata dai varietà, ho iniziato a sognare».
Ma ci sono anche le cicatrici lasciate dai dolori, «come la separazione — anticipa Valeria Graci — con le difficoltà di riprendere in mano la propria vita,




