
di Giuseppe Di Bisceglie
Rivoluzione sindacale con l’elezione della 37enne Valentina Falcone alla guida della Rsu dello stabilimento più grande del Ministero della Difesa, che tra pensionamenti e carenze d’organico oggi conta meno di 800 dipendenti
All’Arsenale Militare Marittimo di Taranto il tempo si misura sulle banchine e nelle officine, tra carenze d’organico e pensionamenti che da anni assottigliano la forza lavoro. A fronte di una pianta organica di 1.500 unità, i dipendenti sono oggi meno di 800. In questo scenario, lo stabilimento più grande del Ministero della Difesa affida per la prima volta la guida della Rsu a una donna: Valentina Falcone, 37 anni, ex militare transitata nei ruoli civili, raccoglie l’eredità di Ignazio Barbuto, storico coordinatore dopo quarant’anni di militanza. Un passaggio che ha il sapore del ricambio generazionale.
Falcone, la sua elezione segna una discontinuità. Che significato ha?
«Ho scelto di fare un passo avanti invece che uno indietro; ho scelto di mettermi al servizio dell’Arsenale e di questa comunità. Non siamo qui per gestire un declino, ma per rivendicare un futuro».
È la prima donna alla guida della Rsu. È un fatto simbolico o sostanziale?
«È entrambe le cose. Nell’Arsenale lavorano donne, civili




