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Vajont, un progetto vuole riaprire una centrale idroelettrica nei luoghi del disastro del 1963

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di Claudio Del Frate

I documenti depositati negli uffici della Regione Friuli Venezia Giulia per la valutazione di impatto ambientale. Il sindaco di Erto e Casso: «Sono favorevole, sarebbe un risarcimento per chi è rimasto qui»

Tornare a produrre energia elettrica grazie all’acqua del Vajont? A questo punta un progetto il cui esame è cominciato da pochi giorni negli uffici della Regione Friuli Venezia Giulia. È stata chiesta  la costruzione di una centrale di piccole dimensioni ma al tempo stesso il progetto evoca inevitabilmente la tragedia del 9 ottobre 1963 quando un’onda d’acqua scavalcò la diga del Vajont, cancellò dalla faccia della Terra l’abitato di Longarone e lasciò dietro di sé 1.900 morti e 1.300 dispersi. 

La domanda è stata presentata dalla società Welly Red di Belluno il 12 dicembre del 2025 e l’istruttoria risulta avviata dagli uffici «valutazione ambientale, autorizzazioni e contributi» della Regione Friuli Venezia Giulia il 6 febbraio di quest’anno. «Si comunica che la Welly Red srl ha presentato istanza di verifica di assoggettabilità alla VIA del progetto di una centrale idroelettrica sul torrente Vajont, con presa allo scarico del lago residuo del Vajont, subito a valle della diga, in territorio comunale di Erto

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