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Ute Lemper, la vita e gli incontri: «Gainsbourg era divorato dai suoi dèmoni, con Dietrich passai tre ore al telefono»

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di Sandra Cesarale

Ad aprile la star tedesca in scena a Chiasso, Padova e Roma, solo nella Capitale porterà il nuovo spettacolo «Paris Paris». Nel 2026 in tour anche con il suo «Rendez-vous with Marlene»

«Sono sempre stata una ribelle, contro le tradizioni, le convenzioni e qualsiasi cosa limitasse la libertà mia o dei miei amici», dice Ute Lemper al telefono da New York dove vive. Ad aprile sarà a Chiasso (il 18) e a Padova (il 24). Ma solo a Roma (il 20) presenterà il nuovo progetto «Paris Paris». Con il fisarmonicista Ludovic Beier torna ad affrontare il repertorio di Édith Piaf, Brel, Ferré, Barbara, Trenet, le poesie di Prévert musicate da Kosma.

Che fine hanno fatto le canzoni di Brecht, è diventata romantica?
«Riapro un universo fatto di brani che sono un ritratto dell’anima. Il mio amore con la chanson francese dura da più di quarant’anni. Quando vivevo a Parigi, negli anni 80, dopo le repliche di Cabaret al Théâtre Mogador, passavo le notti ad ascoltare i grandi chansonnier che raccontavano le loro storie con la voce rotta e il cuore spezzato».

Ne ha mai conosciuto qualcuno?
«Mentre recitavo al Mogador, Barbara teneva una serie

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