di Marco Sabella
I tassi restano al 3,5-3,75%. Crescita economica «solida» ma pesa l’incertezza per l’impatto della guerra in Medio Oriente. A Wall Street il Dow Jones perde l’1,63%
La Federal Reserve ha mantenuto invariati i tassi d’interesse, come ampiamente previsto dagli analisti, lasciando aperta la possibilità di ridurli quest’anno, nonostante l’aumento dei prezzi dell’energia dovuto alla guerra con l’Iran minacci di prolungare la lotta contro l’inflazione. I membri del Fomc, l’organo responsabile delle decisioni di politica monetaria, hanno votato 11 a 1 per mantenere il tasso di riferimento in un intervallo tra il 3,5% e il 3,75%, per la seconda riunione consecutiva. Negativa la reazione di Wall Street a questa decisione, con il Dow Jones in calo dell’1,63%, l’S&P500 dell’1,36% e il Nasdaq in arretramento dell’1,46%.
Un solo taglio nel 2026
Nelle nuove proiezioni trimestrali, 12 dei 19 partecipanti alla riunione hanno previsto almeno un taglio dei tassi, quest’anno, lo stesso numero ipotizzato a dicembre. Possibile un altro taglio nel 2027. La Fed ha evidenziato il quadro di incertezza generato dalla guerra contro l’Iran, iniziata quasi tre settimane fa con l’ impatto sul transito delle petroliere nello Stretto di Hormuz che ha scosso il mercato petrolifero




