
di Aldo Grasso
Su Netflix l’angosciante documentario true crime su una coppia bersagliata da messaggi violenti
Che angoscia! C’era una volta la provincia americana dei filari di mais e delle staccionate bianche, quella dove – si diceva con un filo di compiacimento – «non succede mai nulla». Quel mondo non esiste più, spazzato via non da un tornado del Midwest, ma da un’applicazione per smartphone capace di generare numeri seriali e veleni profondi. «Unknown Number: The High School Catfish» (su Netflix, regia di Skye Borgman) ci trascina a Beal City, Michigan, in un incubo che ridefinisce il concetto di prossimità del male.
La vicenda è quella di Lauryn e Owen, lei e lui, la «coppia d’oro» della scuola bersagliata per mesi da messaggi di una violenza inaudita: insulti, minacce, istigazioni al suicidio («Ucciditi subito, stronza»). Un classico canovaccio di cyberbullismo, si direbbe, se non fosse che il mittente dimostra una conoscenza dei dettagli intimi che restringe il cerchio ai soli familiari. La scoperta dell’FBI, dopo un anno di indagini e vite devastate, non è solo un colpo di scena: è un trauma antropologico. Lo stalker non è un compagno di classe geloso, ma Kendra Licari, la madre di




