di Francesco Bertolino
Chiusa la prima fase dell’offerta pubblica di scambio, la banca italiana è oltre il 40% del capitale del secondo istituto di Germania. Berlino: «Sosteniamo l’autonomia di Commerz, cruciale per il credito alle imprese e il lavoro»
Nell’ultimo giorno di apertura dell’offerta pubblica di scambio, il governo tedesco respinge seccamente l’assalto a Commerzbank di UniCredit che, però, si è intanto portata oltre il 40% del capitale.
Il no di Berlino
Il «nein» di Berlino, socio al 12,7% di Commerzbank, era scontato dopo le numerose prese di posizione del cancelliere tedesco Friedrich Merz. Questa volta, però, è anche diffusamente motivato. Anzitutto, nel respingere «il comportamento aggressivo di UniCredit», il comitato direttivo interministeriale ha detto di sostenere «la strategia di indipendenza» di Commerz. La seconda banca di Germania «svolge un ruolo importante nel finanziamento dell’economia tedesca e delle piccole e medie imprese» e «in quanto grande datore di lavoro, è centrale per la piazza finanziaria di Francoforte», sottolinea la nota del governo. «Entrambe queste funzioni — prosegue — devono essere garantite anche in futuro».
Il premio
Sotto il profilo finanziario, infine, Berlino ha giudicato l’offerta di UniCredit «non conveniente» perché priva di «un premio adeguato rispetto all’attuale




