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Una strategia di forzature che allontana l’elettorato

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di Massimo Franco

Dietro gli attacchi di Vannacci e della Lega «alle sinistre liberticide» si indovina uno scontro per i voti di estrema destra

L’aspetto più vistoso è l’occupazione della sala stampa della Camera da parte di alcuni esponenti delle opposizioni radicali per impedire la conferenza stampa organizzata ieri da un deputato leghista insieme con estremisti neofascisti. La conseguenza è stato l’annullamento dell’evento e di tutti gli altri in programma: un fatto inedito. C’è stata una coda infuocata di polemiche, con le sinistre felici di avere impedito quella che ritenevano una provocazione; e la Lega pronta a additare le «sinistre liberticide», e a riproporre quanto prima l’appuntamento.

Nelle pieghe di questo scontro, in realtà, spunta anche altro. Intanto, la prudenza dei vertici del resto della maggioranza. È come se quel conflitto tra minoranze seminasse perplessità trasversali. Alcune parole d’ordine dell’estrema destra appaiono inaccettabili anche a FdI e FI. Il tentativo è di non cavalcare una rissa che delegittima le istituzioni: la stessa tra magistratura e politica in materia di referendum sulla giustizia, evocata ieri all’inizio dell’anno giudiziario nell’aula della Corte di Cassazione.
Ma affiora in parallelo la volontà di declinare in modo diverso i rapporti tra partiti, senza

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