di Beba Marsano
Da nord a sud, dieci indirizzi per visitare un patrimonio architettonico e storico-scientifico insospettabile, custodito dagli atenei italiani
Centri di ricerca e trasmissione del sapere, certo, ma anche forzieri d’arte, collezioni dalla dignità museale e curiosità da Wunderkammer. Benvenuti nelle Università d’Italia, spesso alloggiate in sedi di grande bellezza dichiarate dall’Unesco patrimonio dell’umanità. Sono residenze reali, ospedali rinascimentali, edifici ecclesiastici e nobiliari, cittadelle razionaliste, monasteri benedettini, villini Art Nouveau aperti alle visite come musei. Per disvelare un insospettabile patrimonio architettonico e storico-scientifico, che – in riferimento a Bologna – lo scrittore tedesco Johann Wilhelm von Archenoltzt definì come una stupefacente «enciclopedia per i sensi».
Politecnico, Torino
Il Politecnico di Torino ha destinato alla Scuola di architettura un edificio d’eccezione: il castello del Valentino, parte delle 16 Residenze reali sabaude riconosciute dall’Unesco patrimonio dell’umanità. Adagiato sul Po nel suo grandioso gusto francese, il maniero colpisce per le dimensioni e il fasto degli interni affrescati, disvelati ogni sabato mattina da visite guidate gratuite nelle stanze del piano nobile; fiore all’occhiello il Salone d’onore (nella foto in alto), dallo sfondato prospettico coronato da una solenne balconata a trompe-l’oeil.
Università di




