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Umberto Bossi, il ricordo della giornalista inviata a Pontida: «Quel pratone è un luogo sacro. Lui era lo stesso uomo al bar o davanti a 30mila persone»

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di Redazione online

Francesca Senette, ex volto del Tg4, e il rapporto col Senatùr: «Era totalmente spontaneo. Non rispettava nessuno degli accordi presi prima delle interviste, nemmeno quelli mediati da Fede o Berlusconi»

«Berlusconi aveva sempre la lucina rossa accesa negli occhi, come se avesse sempre un pubblico o una telecamera di fronte. Bossi no: lui era lo stesso uomo al bar con gli amici o davanti a trentamila persone». Francesca Senette parla con la voce misurata di chi, oggi, ha sostituito il ritmo frenetico delle breaking news con il respiro profondo dello yoga. Eppure, nel giorno della scomparsa di Umberto Bossi, la memoria della giornalista che fu volto simbolo del Tg4 di Emilio Fede torna prepotentemente a quel pratone di Pontida che nel giugno del 2000 cambiò il corso della sua carriera e, in parte, della politica italiana.

Il mito del «pratone»

Fu proprio uno speciale di quasi un’ora realizzato per la televisione privata lombarda Antenna 3, un racconto senza filtri sulla pancia della Lega, a stregare Silvio Berlusconi. La leggenda, che Senette conferma con un sorriso, riporta che il Cavaliere, folgorato da quella biondina capace di domare il ruggito del Senatùr, chiamò Fede all’istante: «Deve venire da noi».

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