
L’algoritmo INPS sta per congelare migliaia di pagamenti per mancata revisione ISEE. Ecco la procedura d’emergenza per non perdere la ricarica di aprile.
Il cursore lampeggia sulla dicitura “domanda sospesa” e, per migliaia di nuclei familiari, la ricarica della Carta di Inclusione prevista per il 27 del mese non arriva. Non è un errore tecnico del sistema centrale, ma l’effetto domino di una sfasatura temporale tra le banche dati dell’INPS e l’aggiornamento delle Dichiarazioni Sostitutive Uniche (DSU).
La transizione verso i calcoli patrimoniali del 2026 ha fatto emergere discrepanze che il software dell’Istituto rileva come anomalie bloccanti, interrompendo l’erogazione del sussidio senza un preavviso formale all’utente.
Perché l’INPS sospende i pagamenti della Carta ADI
La soglia critica è rappresentata dal valore di 9.360 euro, il limite ISEE per l’accesso alla misura. Tuttavia, il problema attuale non risiede quasi mai nel superamento del tetto, quanto nella mancata corrispondenza tra i componenti del nucleo dichiarati ai fini anagrafici e quelli presenti nella banca dati Piattaforma SIISL. Molti beneficiari hanno omesso di comunicare variazioni intervenute nei primi due mesi dell’anno, ignorando che l’algoritmo di controllo incrocia ora, in tempo reale, anche i dati relativi alle attivazioni di contratti a termine, anche solo



