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Ue, Procedura d’infrazione per l’Italia: cosa significa e quali sono le conseguenze (e perché preoccupa il ministro Giorgetti)

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Deficit al 3,1%, l’Italia resta sotto procedura Ue. Per Roma significa meno margini di bilancio, l’obbligo di ridurre il deficit strutturale e maggiori difficoltà nell’attivare la clausola per difesa ed energia da 30 miliardi

L’Istat ha certificato che il rapporto tra deficit e Pil è al 3,1%, sopra la soglia del 3% ritenuta la linea rossa oltre la quale la Commissione Ue apre una procedura d’infrazione. L’Italia era già in procedura per deficit eccessivo, aperta nel 2024 dopo il disavanzo record del 7,4% del Pil registrato nel 2023, e ora dunque la situazione si procrastina. Ciò inevitabilmente ha conseguenze concrete sui margini di bilancio dell’Italia. Roma è tenuta a ridurre il deficit strutturale di almeno mezzo punto percentuale all’anno, oltre a rispettare i limiti fissati sulla crescita della spesa netta.

Pochi margini per la Manovra 2027

Sebbene per il 2027 e il 2028 vi siano ancora spazi di manovra, il percorso di rientro imposto da Bruxelles ne restringe sensibilmente l’utilizzo. E si restringe lo spazio per una manovra finanziaria espansiva, visto che molte risorse saranno destinate a colmare il gap nei conti pubblici. 
Non solo. La permanenza nella procedura rende più complessa anche l’attivazione della clausola europea che consente di scorporare dal

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