Putin `perde´ anche Khamenei dopo Assad e Maduro, Cremlino fatica a reagire
Prima il presidente siriano Bashar al-Assad, poi il leader venezuelano Nicolas Maduro e ora la Guida suprema iraniana, l’Ayatollah Ali Khamenei. Nell’arco di un anno e mezzo il leader del Cremlino Vladimir Putin ha perso molti dei suoi principali alleati stranieri e il Cremlino, impantanato nella guerra in Ucraina, fatica a reagire. Finora Putin ha inviato una lettera di condoglianze al presidente Masoud Pezeshkianm descrivendo Khamenei come «un eccezionale statista che ha dato un immenso contributo personale allo sviluppo di relazioni amichevoli tra Russia e Iran». Pur denunciando una «cinica violazione» della «moralità e del diritto internazionale», Putin e le autorità russe non hanno annunciato ufficialmente alcun aiuto concreto a Teheran di fronte ai continui attacchi aerei americani e israeliani. Inoltre ieri, secondo Mosca, è stato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi a chiamare il suo omologo russo, Sergey Lavrov, all’inizio degli attentati. Per l’esperto russo Alexander Baunov del Carnegie Center, la morte di Khamenei mette il presidente russo in una «situazione difficile». Dalla rielezione di Donald Trump, Putin ha cercato di ottenere il favore di Washington nei negoziati per porre fine alla guerra in Ucraina. Ma la




