
di Marco Galluzzo
Il sostegno di Meloni al ruolo dei Volenterosi. La linea comune tra leader sulla centralità dell’Europa
In sordina, visto che sono coperti da segreto, stanno arrivando a Kiev gli ultimi aiuti militari del 12esimo pacchetto varato dal governo italiano. Sembra che, in questo caso, l’Italia abbia acquistato sul mercato, più che in altre occasioni, pezzi nuovi di artiglieria, accogliendo in modo consistente la richiesta di Zelensky di avere nuove batterie di intercettori antimissile da montare nei sofisticati sistemi Samp-T, che Parigi e Roma hanno fornito alla resistenza ucraina negli ultimi tre anni.
A Palazzo Chigi, la premier si collega insieme ad altri 35 capi di Stato e di governo con Kiev. Si celebra, collettivamente, lo sforzo di resilienza delle forze armate ucraine negli ultimi 4 anni. Si promette tutti sostegno continuo e incondizionato al Paese di Zelensky, e ovviamente nelle note che vengono diramate da Palazzo Chigi, al termine della riunione, non si fa nessun accenno alle forniture militari in corso.
Meloni sottoscrive anche una dichiarazione congiunta con gli altri leader del G7, uno statement articolato che è stato limato — anche a Roma — sino a poche ore prima di




