Home / Spettacoli / Ubaldo Pantani: «Il mio Lapo? Dice cose che gli altri non oserebbero dire. Tonio Cartonio si risentì per la mia imitazione, ma gli ho chiesto scusa»

Ubaldo Pantani: «Il mio Lapo? Dice cose che gli altri non oserebbero dire. Tonio Cartonio si risentì per la mia imitazione, ma gli ho chiesto scusa»

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di Renato Franco

Intervista al comico, che a Sanremo affianca Carlo Conti e Laura Pausini nella terza serata: «Il primo provino con Boncompagni: mi tenne mezz’ora a improvvisare. La Gialappa’s mi diede un’ora per imitare Materazzi. Quando mi arrabbio sembro Allegri. E da Augias ho ricevuto i complimenti più belli»

In occasione di Sanremo, riproponiamo questa intervista del gennaio 2026 a Ubaldo Pantani, ospite della terza serata del Festival, realizzata da Renato Franco.

Il provino con Boncompagni?
«Mi chiese di parlargli del cabaret norvegese. E io dissi che noi a Oslo stavamo facendo un lavoro importante e diverso. Era un dialogo tutto giocato sull’improvvisazione, Gianni mi tenne mezz’ora nel gelo del capostruttura Rai che lo guardava e chiedeva: ma sei sicuro di volere lui?».

La carriera di Ubaldo Pantani è cominciata così, molto per caso e con poca vocazione. Nessun’urgenza come dicono quelli che vogliono darsi un tono. Da lì una marea di personaggi incorniciati in un’iperbole che viene costruita per strappare la risata. Con una premessa: «Io non sono un imitatore, mi definisco un comico che fa imitazioni».

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