Era uno dei casi più intriganti tra quelli resi pubblici il 18 settembre 2026 dal Sistema presidenziale di divulgazione e segnalazione degli incontri con gli UAP (PURSUE): sei piccoli punti caldi, ripresi da un velivolo militare con una telecamera a infrarossi sopra l’isola di Qaruh, vicino al Kuwait. Il rapporto della missione parlava di un gruppo di oggetti in movimento a circa 480 miglia orarie, cioè circa 777 chilometri orari.
Oggi un nuovo studio propone una spiegazione: sarebbe uno stormo di uccelli. L’articolo, firmato come autore principale da Jacob Haqq-Misra insieme ad altri membri del Consiglio consultivo scientifico dell’UAP, ha un metodo semplice nell’idea: invece di cercare di stabilire a che distanza si trovino gli oggetti, dato che i video non la indicano, misura qualcosa che dalla distanza non dipende.
I puntini definiti UAP dal Ministero della Guerra americano molto probabilmente non sono altro che uccelli. © J. Haqq-Misra et al.
Il problema della distanza
Negli ultimi cinque mesi il Dipartimento della Guerra degli Stati Uniti ha rilasciato sei serie di registrazioni nell’ambito di PURSUE, tra cui decine di




